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-7 a Sassari ed altre storie


Manca appena una settimana al ritorno a casa, e io non vorrei partire. Per lo meno…vorrei rimanere ancora un po. Mi mancheranno un sacco di persone e cose, dal nostro fantastico gruppo, agli autobus rossi che prendo per muovermi in citta. Quando saremo a casa, torneremo alla nostra solita vita quotidiana, fatta di studio ed interrogazioni. Tutto sommato questo mi manca un po, ma…va be.  

Ieri siamo andati a pattinare sul ghiaccio. Per me era la prima volta, e me la sono cavata molto meglio di quello che pensavo. Non sono mai caduta, anche se ho rischiato, e alla fine sono anche riuscita a fare una piroetta. Chissa perche, mi e tornato in mente di quando ero piccola ed a casa guardavamo sempre le competizioni in tv. Se ci fosse un’ice skiting anche a Sassari, credo che avrei provato a farlo come sport.

Oggi, al lavoro, una mia collega mia collega mi ha detto che sua figlia, a diciassette anni, fra due settimane andra a vivere in un  appartamento insieme ad un’amica. Mi ha detto che era preoccupata, ma che dopotutto, cosa poteva farci?  Non so perche, ma ad un tratto mi sono immaginata dicendo a mia madre una cosa del genere e…ho provato terrore. Terrore per la reazione di mia madre, che m’immagino piangerebbe tutte le sue lacrime, ma anche terrore per me , perche a diciassette anni avere una casa deve essere una responsabilita pesantissima. Non che non lo sia anche quando si e piu grandi, ma avere la mia eta e dover pensare ogni mese al mutuo da pagare e cose simili mi sembra un fatto grande come l’onda di uno tsunami. Ecco una cosa che critico a molti giovani inglesi:sono troppo precoci. Ogni giorno nel mio negozio vedo entrare molte ragazze anche piu piccole di me con un bambino in braccio. Anche in giro se ne vedono tantissime. Mi hanno informato che qui, se a quindici anni hai un bambino, il governo ti da una casa e dei soldi ogni mese. Secondo me e una politica sbagliata, perche e fin troppo facile, e non si capisce quanto certe cose, come una casa, a volte si deve sudare per averle.   

 In fatto di tempo, oggi ho dovuto passare per una strada che sembrava piu che altro un fiume in piena. L’acqua mi arrivava fino alle ginocchia, ed ero in converse. Stamatti non mi sarei mai immaginata che sarebbe piovuto cosi tanto e dunque….va be, domani mi mettero gli stivali, ma non prima dio essermi sistemata dei cerotti sulle caviglie ed i polpacci, perche i pattini mi hanno fatto venire delle vistose bolle che fanno un male cane.

Ultima osservazione (cinematografica:-)):cercando una certa cosa cosa per mia madre, ho notato che qui in Inghilterra Robert Pattinson e un’istituzione. Ci sono piu cose su di lui che sui Beatles….che noia!!!!! See you soon!!

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Categorie:Uncategorized
  1. flowersfield
    8 ottobre 2009 alle 12.18

    Ciao Korè, il tuo post comunica ancora un grande entusiasmo 🙂 ..e che dire della prima vera giornata d’autunno inglese?? anche noi ieri abbiamo avuto la prova che il cielo irlandese sa ancora piangere a lungo. Un caro saluto

  2. 11 ottobre 2009 alle 10.23

    “Non che non lo sia anche quando si e piu grandi, ma avere la mia eta e dover pensare ogni mese al mutuo da pagare e cose simili mi sembra un fatto grande come l’onda di uno tsunami.”
    Hai ragione di brutto. Io ho già pensato di vivere coi miei genitori fino alla trentina, finire gli studi e ricominciarne altri, e poi morire giovane. Sempre per il motto “live fast, die young”.

    “Certe cose, come una casa, a volte si deve sudare per averle.”
    Questo è ció che siamo tenuti a credere; l’abitazione dovrebbe essere un diritto, un diritto che è negato, un diritto negato che è comunemente espresso da frasi come la tua. Della casa se ne ha bisogno, è a mio avviso, e non si puó dire che è comodo che il governo te la dia senza che tu sudi per averla, perché alla fine questo vuol dire che tu, come tanti altri, pensi che siccome hai sudato per averne una, il mezzo gaudio sia dato dal fatto che gli altri debbano fare altrettanto per trovarsi nella tua stessa condizione. In realtà, sempre secondo la mia unanimità – ovvero, io concordo con me stesso-, siamo portati a credere che la casa sia un bene da meritare, una conquista o perfino un’utopia. In definitiva, la casa puó essere “sudata” solo se si tratta di una règgia, altrimenti tutti avremmo diritto almeno ad una baracca nella quale non entri acqua quando piove.

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